Mother anxiety is back

Dopo questa lunga settimana ci mancava la conclusione perfetta, la ciliegina sulla torta… mia madre.

È venuta giù con un paio di amici Che, giusto il tempo di entrare in casa, hanno detto che la mia micia è ingrassata. Cominciamo bene !!!

Adesso sono sono usciti a prendere un gelato che ho molto gentilmente rifiutato e stasera andremo a cena tutti insieme. Cena a cui non ho voglia di partecipare ma alla quale andrò perché non vedo mia madre da un po’. Ci sentiamo tutti i giorni ma non abbiamo mai occasione di parlare di persona da SOLE. Ci sono sempre degli amici in mezzo e non riesco mai a dirle quanto certi suo atteggiamenti mi destabilizzano.

Quando vivevo con lei e sotto consiglio dello psicologo riuscivo a farla RALLENTARE. A dirle di lasciarmi respirare. Ormai non è più abituata e quando ci vediamo vengo ricoperta da una coltre d’ansia che ti soffoca come una coperta di lana ad agosto.

La solita menata del non mangi abbastanza, stai ricominciando ad andare giù  ecc me la sorbisco ogni tanto. Stasera la tirerà fuori nuovamente perché è un periodo dove sono stressata, stanca e non è che abbia poi tutta questa fame.

Comunque pace. Fra sei ore sarà ripartita e io potrò non dormire pensando di essere un’ingrata figlia di merda che non sopporta la madre.

Però non è così. Non è che non la sopporto. Il fatto è che mi destabilizza molto e che molte volte, durante gli anni della malattia, ha contribuito involontariamente a spingermi a fondo. Quando la vedo arrivano i brutti ricordi di un posto nel quale non voglio mai più tornare.

Appena ho saputo che veniva mi è sparito ľ appetito e ogni scusa era buona per piangere. Il mio compagno non sapeva più cosa dirsi perché mi ritrovava in lacrime al ritorno dal lavoro.

Ancora sei ore e potrò tornare a respirare. Mi dispiace perché sono una merda ma non so mai come comportarmi con lei.

Arrivo delle stoffe

Nel caso più completo, mentre mettevamo a punto le ultime cose per lunedì, sono arrivate le stoffe e i prodotti delle ragazze in Tanzania.

La nostra ong ha creato alcune scuole di arti e mestieri in TZ dove, come alternativa al liceo, posso imparare a fare le sarte. Hanno confezionato quindi per il negozio delle shopper, borse, porta occhiali e queste bellissime pochette (una ce ľ ho già in borsa con i trucchie domani ne compro ancora una).

Nel mezzo del caos ci sono stati pure piccoli dissapori con le solite teste di cavolo. Noi siamo abituate a lavorare nel caos e montare eventi in mezza giornata. Purtroppo diventa difficile spiegarlo a chi vuole fare briefing di due ore ad una scrivania. Comunque sono più tranquilla… tutto è organizzato (secondo noi delľ ufficio) e lunedì pomeriggio si farà.
A volte, come oggi, sono così stanca che non ceno nemmeno. 

Se i quattro mesi che mi restano qui fossero come oggi finirei per spararmi ■

Esse

Russa in sottofondo

Sono a letto, è mezzanotte passata e cerco di organizzare mia Whatsapp un evento per il lavoro. Di notte e tramite telefono quando in realtà  dovrei dormire.

Scema io eh che ho acceso il telefono e vinta dalla curiosità ho aperto la valanga di messaggi su quel gruppo del cavolo. Doppiamente scema io che mi sono fatta mangiare 1/2 del mio giorno libero per fare formazione alle ragazze nuove che entrano domani.

Alla fine se sei gentile vivi bene con la coscienza ma la gente ti spacca i maroni. Cavolo se spaccano i maroni!

Ho le finestre aperte e fa un caldo della miseria; sento il rumore dei motorini e il russare del mio amore e della micEtta. Sono presa in mezzo fra questi due esseri russanti che devo scuotere periodicamente per avere un po’ di silenzio…

Stasera eravamo entrambi distrutti e, mentre eravamo seduti sul divano a cercare hotel per la Polonia, la miciona si è sdraiata sullo schienale dietro a noi. È il suo posto preferito quando siamo entrambi a casa. Si mette lì e schiaccia una nanna ♡

Ora provo a schiacciarla anche io se questi due la smettono di fare casino ♡

Altri cambiamenti 

Da metà mese inizierò un altro lavoro nei fine settimana e sono super elettrizzata. Una mia collega è stata carina e mi ha proposto di andare dove lavora lei nei weekend. Si guadagna molto bene e i titolari sono brave persone…

Ovviamente ci si fa il culo ma è giusto così. 

Sarà stancante, lo so perché già lo feci anni fà e verso la fine della stagione ero distrutta : D

Mi servono soldi per il trasferimento e iniziare un secondo lavoro mi sembra ľ unica scelta intelligente. Devo resistere fino a fine agosto quando avrò le mie DUE SETTIMANE di ferieeeeeeeeeee!

Andremo in Polonia e la gireremo in auto come accadde in Bulgaria a marzo. Sono troppo emozionata per questo viaggio (lo sono per tutti in realtà ma amen).

Il lavoro va bene, mi trovo bene con tutti tranne che con la collega fancazzista che nella vita non ha mai nemmeno spazzato a terra. Non si può andare d’accordo con tutti quindi pace… ancora quattro mesi e non la rivedrò mai più.

Stasera doveva venire giù madre ansia dal nord ma mi ha paccato alla grande. Avevo un mucchio di lenzuola da appiopparle (non abbiamo ľ attacco per la lavatrice) che ora straripano dal cesto della biancheria.

Beh vorrà dire che andrò a quella a gettoni.

Gatto di mondo

Da un paio di settimane abbiamo iniziato i preparativi per il trasferimento di fine anno. Mai avrei immaginato che, per ora, la parte più difficile sarebbe stata portare la nostra gattona via con noi.

La ricerca di informazioni è iniziata su internet; dal sito della polizia di stato a quello del DAFM ( departement of food and the marine ). Naturalmente i due paesi non riescono a mettersi d’accordo e le informazioni differiscono da una pagina all’altra.

Abbiamo deciso di fidarci dell’ente presente nel paese di destinazione e prenotato il veterinario per il microchip e l’antirabbica (obbligatori). Poi viene il problema per il passaporto PET … qui è stata più complicata perchè ho passato una settimana a fare telefonate per capire DOVE fare la richiesta nella mia città. Prima sembrava dovessi spostarmi nella città vicina, poi non si capiva se il gatto dovesse essere presente al momento del rilascio del passaporto… Come al solito nessuna informazione chiara. Tutti mi dicevano cose diverse e il veterinario non sapeva dove mandarci.

Un grazie va alla nostra catsitter che, tramite i suoi inciuci, mi ha detto di andare al “dipartimento di prevenzione” ( de che poi? boh) e passare tramite quelli dell’anagrafe canina ( cosa ci faccia l’anagrafe canina lì non so. Poi canina? Per un micio?).

Ho chiamato anche questi ( grazie al cielo ho le chiamate gratis ) e, dopo avermi passato da un interno all’altro mi è stato detto dove andare, quanto avrei speso ( tra vaccino, microchip, iscrizione anagrafe felina e passaporto superiamo i 100 Euro ).

Se tutto va bene, il 9 maggio la nostra topolona sarà pronta per partire.

La guardo ronfare sulla sua scatola qui vicino a me e penso al caos che ci sarà per trasportarla.

Per varie ragioni abbiamo dovuto escludere l’aereo e il treno. Eravamo propensi a partire in auto ma, oggi ,è arrivata la batosta: superiamo i 2000 euro di noleggio perchè chiediamo la riconsegna del mezzo in un paese estero.

Ci ritroviamo punto e a capo.

L’unica certezza è che partiremo tutti e tre. In molti ci hanno detto di lasciare qui il gatto, fregarsene perchè portarla sarebbe stato troppo complicato. A tutti abbiamo risposto allo stesso modo ” col cavolo. Lei fa parte della famiglia e non ci separiamo “.

Adesso vado a sbaciucchiarmela un pò.

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Ogni tanto ritorno

Sono ancora vivaaaaa!

Mi è dispiaciuto lasciare questo spazio alle ortiche ma, avendo passato un periodo di “transizione” non me la sentivo di compromettere tutto.

Posso finalmente dire ti stare bene.

Da ottobre é iniziata la risalita e da un paio di mesi galleggio con la testa finalmente fuori dalľ acqua. Devo ringraziare una vita impegnata, una meravigliosa miciona e il mio immancabile compagno (non necessariamente in quest’ordine).

I cambiamenti ancora mi spaventano, mi destabilizzano ma ormai ho capito che ciò fa parte di me. Ci convivo. Alcune volte é più difficile di altre ma per ora ce ľ ho fatta.

A fine anno, se tutto va secondo i piani, lasceremo ľ Italia e inizieremo una nuova avventura insieme. Tutti e tre (la terza è la bimba pelosa eh).

Non so come sia iniziato il periodo di risalita; credo che da maggio 2016, quanto è arrivata la felina, ho iniziato a trovare una ragione per alzarmi dal letto. Prendersi cura di qualcuno é stato un modo per rendermi più attiva. 

In autunno é arrivato il lavoro che, nel bene e nel male, si è rivelato impegnativo e teneva la mia mente lontana dal soliti pensieri ossessivi. A forza di non essere richiamati, i pensieri hanno smesso di ripresentarsi e ora compaiono saltuariamente.

Sembra un post tutto “trallallero trallallá sto bene bla bla ” ma…. se non ho nulla di negativo di scrivere… cacchio faccio? Non lo scrivo 😀

Saltare i pasti per avere controllo.

La giornata, purtroppo, non è andata bene.

Ho passato la mattinata a litigare con il telefono delľ ufficio interrompendo telefonate a caso.

I colleghi mi avranno bollato come ritardata. Mi hanno spiegato le cose più volte e io non ci arrivo. Nulla, un errore dietro ľ altro fino a che il turno non è finito.

Mi capita spesso di domandarmi se gli altri pensino che io sia stupida. Oggi lo avranno pensato tutti, sicuramente. perché io non ci arrivo e le mie colleghe invece sí.

Dopo la mattinata demotivante è arrivato il pomeriggio, un altro insuccesso.

Tutti, tutti i bambini dovevano fare i compiti di matematica. Tutti quanti.

Che sarà mai aiutarli ? Facile no?

Non per chi soffre di discalculia . Provate a vedere un mucchio di numeri che per voi non hanno senso e non poter aiutare nessuno. Ho dovuto delegare al collega che si è lamentato di essere ľ unico a lavorare. ovviamente. Oltre a stupida a che nullafacente e lavativa . 

Si arriva a casa e devi fare da babysitter a un 36enne a dieta che si lamenta. 

Cosa fare? Scrivere qui e passare per egoista . amen. che importa.

E fanculo anche al telefono che mette le minuscole al posto delle maiuscole.

Ľ unica cosa che oggi è andata come previsto? la Cena. cena che non ho fatto. merenda non fatta e pranzato con una vellutata di zucca super light fatta da me.

Mi viene male se penso alľ ufficio domani. Sbaglierò ancora e mi daranno della stupida. 

Vorrei tanto tagliarmi perché sono così inutile. Non posso nemmeno aiutare un bambino a trovare un maledetto minimo comune multiplo. 

Cosa ci faccio in un posto così quando è evidente  che non so fare nulla?

Non ho mai scritto male come oggi. Grammatica e sintassi sono stati risucchiati nel pozzo dell’ ignoranza.

Come se non fosse mai accaduto

Certe volte vorrei avere la possibilità di tirare indietro il tempo. Non di molto, mi basterebbe anche mezz’ora per poter correggere alcuni comportamenti.

Meno di 30 minuti fa avevo fame. Volevo essere una persona normale e credevo di diventarlo sostituendo il frutto con due fette di pane e marmellata. Volevo qualcosa di dolce e mi sentivo a posto perché avevo già fatto la mia ora di attività fisica quotidiana.

Posso permettermelo no? Una merenda da bambini in una giornata di calorie contate.

La mia testa ha deciso di no. Non posso permettermelo. Soprattutto oggi che mi vedo ancora più enorme del solito. Quel pane chissà cosa potrebbe comportare al mio corpo…

Cosa fai? Come puoi far tornare indietro il tempo quando non è possibile?

Mi sono riempita di acqua e sono corsa in bagno.

Gran bella mossa. Cosa fare però? Come rimediare quando non è possibile farlo?

So che è sbagliato, lo so ma non ho ancora imparato a fare i conti con i miei errori ( se di errore si tratta ).

Un’altra giornata rovinata. Se sforo, anche se di poco, il mio rigido schema alimentare perdo il controllo. 

Domani si ricomincia da zero ed è triste pensare che i miei giorni acquistino un senso solo quando tengo sotto controllo il cibo.

Via dalla depressione.

Verso la fine di agosto, dopo aver rimandato per mesi, ho incontrato il mio psichiatra.

Non volevo andare, terrorizzata dal idea che mi vedesse grassa. Come se la cosa gli importasse. Dai, onestamente a chi cavolo importa? Solamente a me.

Ľ incontro é andato come al solito; mi ha chiesto cosa sto facendo, da quanto non mi taglio ecc. Le risposte a quanto pare sono state soddisfacenti e, su mia richiesta, abbiamo tolto del tutto ľ antidepressivo.

Per trenta giorni devo assumere mezza compressa a giorni (che brutta ripetizione) alterni e poi sarò libera. O meglio, parzialmente libera. Resta lo stabilizzatore delľ umore ma, per il momento, lasciamolo lì.

Ho assunto il cipralex per circa quattro anni arrivando alla dose massima.

Quattro terribili anni dove quel farmaco mi ha salvato la pelle.

Ho sempre pensato che i farmaci fossero per i deboli; se sei forte abbastanza ce la puoi fare senza intrugli chimici no? 

Beh, sbagliavo. Ne ho avuto bisogno e i tanto odiati “intrugli” mi hanno impedito di finire al cimitero.

Prima di iniziare la terapia farmacologica ero diventata ingestibile. Pensavo al suicidio continuamente, non dormivo, non mangiavo e mi tagliato svariate volte al giorno. Il chiarore era scomparso dalla mia vita; non riuscivo più ad andare avanti perché era doloroso anche respirare.

Non so cosa sia successo, come io sia precipitata in quel baratro che è la depressione. Non lo auguro a nessuno; ricordo quei mesi come i peggiori della mia vita… sentivo così tanto dolore che urlavo contro il cuscino.

Il “dolore emotivo” é strano, diverso da quello fisico. Non è localizzato in una zona o in un arto. Ti prende completamente lasciandoti paralizzato.

Il primo mese dopo aver iniziato con gli ansiolitici e ľ antidepressivo, ľ ho passato a letto dormendo. Ho recuperato il sonno perduto e mi limitavo ad aspettare.

Aspettavo che qualcosa cambiasse, che il dolore scemasse e che tornasse la lucidità. Restavo a letto, sospesa tra sonno e veglia, aspettando. Ricordo che continuavo a pensare ” se non funziona, avrò sempre il mio piano b. Potrò farla finita”.

Lentamente ho smesso di aspettare e ho iniziato a vivere. Ho aggiunto piccoli impegni, attività che mi davano una spinta per alzarmi dal letto. Tornare in piscina, fare fotografie e dipingere. Ricordo che mi svegliavo pensando “ok, oggi cosa devo fare? Ah sí. Alle 14 ho la piscina “.

Piccole cose che, con il passare dei mesi e degli anni, hanno portato ad altre cose sempre più grandi.

Penso di aver finalmente detto addio alla depressione; restano altri problema ma, finalmente, quel dolore terribile mi ha abbandonato.

Ne sono uscita e posso dire di aver vinto.

C’era una casa molto carina, senza soffitto e senza cucina…

Faceva così la canzoncina?

In questi giorni c’è una casa, provvista di soffitto e cucina, che potrebbe diventare la NOSTRA casa. Il nostro nido definitivo.

Sfogliando un giornale in lavanderia, il mio compagno ha avuto questa idea e … in 24h abbiamo visto la casina ideale.

Chi lo avrebbe mai detto?

Rimanere qui? Posticipare la partenza alľ estero?

Il fatto è che amo questa città di mare che mi ha adottato ľ anno scorso. La sento mia e io sono parte di essa…

Voglio viverla ancora un po’ e, chi lo sa, le cose potrebbero mutare ancora. 

Sto cercando di essere meno rigida, più elastica riguardo i cambiamenti che a vita porta con sé. La mia instabilità emotiva rende tutto più complicato.

Se non avessi qualcuno cui aggrapparmi, temo che sarei già scivolata a terra.