Destreggiandomi nella disoccupazione

Da un paio di settimane mi destreggio nella disoccupazione. Che due maroni! Le prime settimane non ho sentito il “colpo”… eravamo in viaggio. Non avevo il tempo di pensare che avrei smesso di alzarmi alle otto per presentarmi in ufficio alle 9. Fare il solito tragitto attraversando il mercato, salutare 4 volte al giorno il venditore di libri davanti alla sua bancarella. 

Adesso non ho nulla da fare. La vita da casalinga non mi si addice, infatti la casa è i solito caos. Mando cv ovunque ma naturalmente non trovo nulla di serio. Ieri la mia ex collega mo ha chiamato per raccontarmi ľ ennesimo colloquio/fregatura alla quale si è presentata. Doveva andare in giro a fare porta a porta… rompere le balle alla gente per uno stipendio da fame e rimetterci pure la benzina.

Io ho cercato anche nelle ong. Settore nel quale mi piacerebbe restare… ovviamente trovato nulla.

Nelle mie giornate in solitaria con la mia piccola bimba pelosa ho scoperto la ricetta delle carote in agrodolce. Ottime. Brava esse. In cucina me la cavo abbastanza bene se mi limito a seguire le ricette. Il problema è che modifico di testa mia le quantità ed alcune volte i risultati sono discutibili. 

Questo weekend grazie al cielo rientrerò a lavorare per prendere parte alla formazione delle nuove leve nella mia vecchia organizzazione. Spero sempre di fare buona impressione e trovare un posto, anche part time, lì con loro. Mi piaceva ľ ambito del fund raising… era stimolante.

Adesso sto raccogliendo le foto più significative dei viaggi che il mio amore ed io abbiamo fatto in questi (quasi) 7 anni. Vogliamo stamparle simil Polaroid e fare un album dove, in ogni pagina, metteremo qualche foto di ogni luogo. Ho visto una youtuber che faceva una cosa simile e il risultato sembrava bello… 

Che altro dire… ah un pezzo di merda che mi doveva 30 euro per un lavoro è sparito dalla faccia della terra senza pagarmi. Beh il karma lo colpirà quindi, al momento, sono relativamente tranquilla.

Nient’altro da segnalare. Ormai ľ era dei post depressi che sembravano interessare tanta gente sono finiti Ahahah. 

 La normalità è noiosa e mi annoio pure io a scrivere questa roba 😀

Esse

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La fine delle ferie. 

Questi sono gli ultimi giorni di ferie. Domenica lascerò la casa di madre ansia per tornare nel nostro piccolo monolocale sul mare. Mi manca il mio amore, la gattona morbidona e la mia routine faticosamente costruita da un anno a questa parte.

Fra un mese poi lascerò il lavoro. Dovrò salutare i colleghi con i quali ho condiviso ľ uffici e, già da ora, mi scende qualche lacrima. Non percorrerò più la stessa strada per ľ ufficio, basta tappe improvvisate alla bancarella del mercato di fiducia e fine dei miei tè mattutini bevuti alla scrivania.

Dopo il 9 ottobre ci sarà il NULLA . Fra una cosa e ľ altra staremo via per due settimane… ci prenderemo con delle ferie extra per poi iniziare a rimboccarci le maniche e trasferirci. 

È dura, parecchio dura sapendo che molte cose dipenderanno da me dato che sono ľ unica a conoscere la lingua. Dovrò cercare casa, lavoro ecc non solo per me ma anche per lui… le ansie di una persona verranno moltiplicate e con esse anche le responsabilità. Nel caso le cose non andassero a buon fine farò ricadere sù di me le colpe come un macigno.

Oggi ho accompagnato madre ansia a un nuovo centro commerciale in città. Lo hanno aperto ieri e lei voleva farci un giro… ho detto di sì perché non voglio passare sempre per la figlia stronca ma è stato duro. Non ero più abituata a quella sensazione di inadeguatezza che mi lasciava lo stare in mezzo alla gente. Camminare in mezzo alle persone in negozi rivestiti di  specchi . Riconosco i segnali… Lì riconosco tutti e, ogni volta che si presentano mi sento erroneamente completa. Meno sola. È una cosa triste se mi soffermo a pensarci.  Continuo a pensare che sono ancora in tempo per evitare il peggio. 

Posso camminare sul filo del rasoio ancora un po’ e poi mi tirerò indietro quando sarà il momento. Spero di riuscire a esserne in grado

Esse

Di nuovo qui.

Il mio periodo felice, dove stavo bene e non avevo particolari problemi, sembra essere terminato. Sono ricominciati i pensieri ossessivi, il tempo perso davanti allo specchio e la voglia di urlare. Il bello è che ero convinta di esserne fuori; non pensavo di essere guarita perchè, secondo me, guarire del tutto non sarà mai possibile. Credevo però di aver superato quella fase e finalmente potevo dire di vivere davvero come una persona normale (termine che il mio ex psicologo detesta e per il quale ricevevo rimproveri ogni volta che la parola usciva dalla mia bocca).

Ieri l’ho incontrato per un saluto e successivamente ho fatto il mio controllo semestrale con lo psichiatra. Che dire… Il secondo era preoccupato. Non eccessivamente ma comunque si è messo sull’attenti perchè se i problemi si ripresentano bisogna tenerne conto e prendere provvedimenti. Non ho idea di cosa intenda perchè naturalmente a me non ha detto nulla su questi fantomatici “provvedimenti”. Bisogna aspettare, vedere e tenersi in contatto via mail nel caso vi fossero cambiamenti nel bene o nel male.

Sappiamo tutti e tre come mai io stia ricominciando a stare male. Perchè sì, anche io finalmente posso comprendere i meccanismi che mi portano a riversare sul cibo tutti i miei problemi. Secondo lo psichiatra, il DCA (che strano tornare a scriverlo dopo tanto tempo) è la mia cartina tornasole, il mio display che ci indica quando nella mia vita c’è qualcosa che non va.

Cose “che non vanno” non ce ne sono poi molte ma, il fatto di dover ricominciare la mia vita da capo nel mese di ottobre mi destabilizza. Questo va in conflitto con il farmaco che dovrò assumere ancora per anni e che ha il compito di stabilizzarmi. Io quindi cosa faccio ? Mi rifugio nell’unica cosa su cui ho controllo e mi ci butto a capofitto (nonostante io sappia che il controllo non sarò io ad averlo). Avevo dimenticato come fosse guardarsi allo specchio e vedersi deformi; vedere la testa piccolissima e un corpo gigante. E’ terribile. So che è un’illusione ma come si fa a non credere ai propri occhi?

Mi sento sola … I rapporti con il tempo si vanno assottigliando e io ricasco nelle vecchie abitudini di cercare persone del mio passato che magicamente ricompaiono nei momenti peggiori. Guardo, controllo, spio e penso : ogni tanto penserà ancora a me ? La parte sana poi mi ricorda che quella persona faceva parte del mio periodo più brutto e ha solamente contribuito alla mia rovina.

E’ un continuo ripetersi. Ora capisco cosa diceva il mio vecchio psicologo a cui sono molto legata… Sono tutti comportamenti che io tendo a ripetere; tutta una serie di rituali che entrano in gioco e che devo imparare nuovamente a spezzare.

Da un lato mi manca essere malata e mi rendo conto che sia una cosa terribile da dire. La malattia sembrava essere diventata come un’amica sulla quale potevo contare nei momenti in cui non avevo nulla di stabile, di certo. Proprio come ora.

D’altro canto ricordo con terrore le notti di dolore dove urlavo nel cuscino e piangevo disperata perchè non riuscivo a gestire per male che mi dilaniava.

Sembra quasi che io voglia la via di mezzo e questo, d’altro canto, sarebbe un male comunque.

Recuperare il rapporto

Sono qui in vacanza nella bella Polonia e mi è venuta la voglia di provare a recuperare il rapporto con mia madre.

Lei, donna orgogliosa che non ha mai chiesto scusa o ammesso di aver sbagliato, sta rendendo il compito impossibile.

Mi ha sempre criticato, lo fa adesso e lo farà anche in futuro temo. Il mio stile di guida è troppo da “città” (penso significhi brusco), i miei piedi troppo storti, il mio ginocchio troppo girato verso ľ interbo quabdo cammino, capelli mai ben pettinati, vestiti stropicciati come gli “zingari” (un po’ di sano razzismo non facciamocelo mancare), mangio troppo poco, mi muovo o troppo o troppo poco, ho le braccia di accuse ecc. Potrei andare avanti ancora ma meglio evitare. 

Mai un complimento.  Mai. Se ne è accorto anche il mio ragazzo.

Perché voglio recuperare il rapporto che sembra ormai guastato irreparabilmente dal 2009? Perché non voglio sensi di colpa… non voglio fra 20 anni dover pensare a mia madre e ricordare solo la merda che per anni mi ha buttato addosso. Ricordare la negatività, e ľ insicurezza verso di me che mi ha trasmesso quotidianamente. Vorrei qualche ricordo piacevole che, ad Oggi, non ho.

Come fare non lo so. Vorrei provare ad essere più tollerante verso le sue sparate. Cercare di farla ragionare e ripeterle per la milionesima volta che con sulľ atteggiamento mi ferisce. Ogni volta che stiamo insieme per più di tre giorni la mia salute inizia a peggiorare. Io regredisco e i pensieri malati che per mesi ormai mo hanno lasciata libera ritornano.

Per ora stiamo entrambe bene quando siamo lontane. Vorrei però far migliorare le cose anche quando la lontananza si accorcia ed è necessario coesistere.

Non so come fare.

Chicche del ferragosto

Grazie al cielo è finita la settimana di ferragosto. Settimana di fuoco nel ristorante di merda dove lavoro…

In questi giorni ho collezionato alcune “chicche” che non posso non condividere.

– Iniziamo con la “famigerata bottiglia viola”: c’è una coppia di anziani, clienti fissi, che risiedono sempre al solito tavolo e vogliono sempre le stesse sedie. Ok, ormai ľ avevo capito e preparavo tutto a modo. Una sera gli porto ľ acqua che era contenuta in una bottiglia di vetro viola. Il vecio, appena poso ľ acqua in tavola, mi dice con tono arrogante di portarla via. Pensando di aver sbagliato gli chiedo se per caso avesse ordinato altro; lui con arroganza dice che non vuole la bottiglia VIOLA.  Eh??? Io scoppio a ridere perché pensavo fosse uno scherzo dopo avergli chiesto se DAVVERO avrei dovuto preparare una bottiglia nuova mi dice di cambiarla immediatamente. Dato che non sono in grado di farmi i cazzi miei, chiedo il perché di questo cambio. La risposta? Perché il viola mi dà noia e non lo voglio sul tavolo.  Beh  me dai noia tu e non ti voglio nel ristorante. Fai te.

siamo devastati dalla fame: ferragosto. 100 persone a sedere. Ore 13.30. Non potete rompere i coglioni perché, dopo aver mangiato ľ antipasto, non vi sono ancora arrivati i primi. È ferragosto Gesù Cristo. Lo sanno anche i cani che nelle festività i ristoranti sono pieni e il servizio è più lento. Poi scusate eh…. parlano persone molto anziane che hanno vissuto la vera fame cazzo. Come ha concluso il pranzo sto stronzo? Dicendomi che ci avrebbe dovuto riempire di botte perché li abbiamo fatti aspettare. Riempire si botte. Meno male che i cafoni sono i giovani. 

-la frutta latitante: stasera vado a chiedere ad un tavolo da 4 la loro scelta per quanto riguarda i dolci. Mi chiedono se abbiamo della frutta e io gli dico che devo controllare…  appena lo dico borbittato fra loro e si mettono a ridere guardandomi. Chiedo se c’è qualche problema e loro ripetono che vogliono la frutta.  Ho capito cazzo. Faccio un giro in cucina, trovo della frutta ma vengo placcata dalla mia collega… lei li ha sentiti dalla finestra che dicevano di aver chiesto ad altri camerieri la frutta perché non si fidano di noi e temono che non gliela vogliamo portare. Bene. Sono rimasti senza la loro frutta. Fate gli stronzi? Cazzi vostri. 

-non sei abbastanza bella: c9ncludo con la bellissima battuta fatta dal proprietario alla sottoscritta stasera. Si parlava che io, ľ anno svorso mi facevo di notte 30 min di strada per tornare a casa da lavoro. Mai avuto paura ecc.  Due clienti mi chiedevano se non avevo timore di essere aggredita… sapete cosa ha risposto il proprietario al posto mio? Se non ľ hanno mai aggredita significa che non è abbastanza bella e che non attira.

 Vogliamo soffermarci sulľ IGNORANZA di questa persona? Io chiudo qui perché mi sale il vomito. Grazie a Dio il prossimo weekend è ľ ultimo e li posso mandare a fanculo. Cosa farò? Mi berrò un bel po’ di “amaro del capo”. Amaro caro da dare ai clienti “vip”. Beh ciccini me lo scolo io e byeeeee

Il piatto ve lo tiro in faccia

È ricominciata la litania del “non mangi abbastanza, stai nuovamente dimagrendo BLA BLA BLA del cazzo!”.

Nessuno ha notato che al sud mi sono rimpinzata di verdure come un porco e che ieri le voglie pre-ciclo mi hanno fatto abbuffate di cetrioli sott’aceto.

Stasera stessa storia… da ben 387 km di distanza, madre ansia riesce a captare erroneamente cosa io mangi e cosa no. Non le importa che i weekend li passi a correre sù e giù per un ristorante pieno di clienti imbecilli… magari è anche per questo che dimagrisco? O forse perché sono a dieta? Bah senza parole.

Per essere accettata da lei dovrei solo essere grassa. Da magra non le vado bene… fanculo se ne farà una ragione. Come tutti quanti.

Esse

Ultimo giorno qui

Oggi non non sento bene; da ieri sera ho brutti pensieri che ho dovuto calmare (In realtà non era quello lo scopo) con la pastiglia. Ho un altro dei miei giorni down pesanti che capitano una volta ogni tanto. Ormai sono che passano, che non saranno sostnti e che male male durerà un paio di giorni.

Qui in casa ci sono tensioni; frecciatine fra i genitori che hanno come base una vecchia questione mai risolta. Il mio ragazzo invece si è allontanato come sempre quando sto male. Si distacca emotivamente e mi ritrovo sola… riesco a sentirla questa solitudine perché, quando vado in bagnina piangere, mi sento sola come un cane.

Stasera ultima cena; la mia testa è partita per la tangente e mi fa rimettere quello che mangio .  Fino a ieri tutto bene, oggi un disastro. Come direbbe il mio psichiatra è una mia caratteristica; mantenere un equilibrio per me è molto difficile e, avendo scordato il mio farmaco per due giorni, inizio a sentire una scossa.

Da un lato sono contenta di ripartire. Basta cibarsi a forza, basta finta tolleranza e parenti che vanno e vengono. Da un lato mi mancherà questo paesino di campagna così simile ma anche diverso al mio di origine. Mi mancheranno le camminate per la campagna Che, in questa settimana, ha sostituito il mare che ormai mi annoia profondamente. 

Sento il bisogno di cambiare aria, di spostarmi e da un lato venire qui mi ha fatto bene . Preferisco scendere al sud piuttosto che tornare a nel mio paesello del nord in cui mi sento un’estranea. Mentalità chiusa, diffidenza e una buona dose si pregiudizi condiscono gli animi di quelle 5000 anime. Non tornerei mai a vivere al nord e mi dispiace molto dirlo… Ormai sono diversa e certi ragionamenti mi stanno molto stretti. Non ho quasi più nulla in comune con le mie più vecchie amiche di sù. Ci accomuna solo il passato ormai… questo mi rende triste. Mi rattrista anche che sia proprio io a non voler tornare sù anche a trovarle. Certi discorsi mi fanno sentire quella strana, la testa matta che prende e và senza troppi problemi. È triste non essere capiti ma dal canto mio nemmeno la sottoscritta riesce più a capirle. Sono stata così anche io in passato: la scarsa tolleranza verso il terrone , la poca propensione a cercare contatto con persone diverse, la forte chiusura mentale di cui andavo pure fiera. È vergognoso che alľ epoca non avessi ancora capito che il confronto e la conoscenza degli altri è uno dei modo migliori per la propria crescita personale.

Sta di fatto che forse, prima della grande partenza, tornerò sù solo una volta. Per i saluto di rito e per raccattare i miei quattro stracci.

Adesso sto qui ad aspettare che questa tremenda giornata finisca e non vedo che arrivi domani sera per poter abbracciare la mia bimba pelosa.

Esse

I miei peperoni stanno cuocendo

Soggiorno campano

Sto trascorrendo uno dei migliori soggiorni al sud di sempre.

È il primo anno ( di sei) in cui sono totalmente rilassata . Non mi preoccupo più tanto di cosa possa cucinare la suocera e di come possa condirlo. So che con una delle mie belle camminate risolvo tutto.

Vogliamo parlare della verdura ? Io n9n riesco a trovarla da nessun’ altra parte buona come la sua. E pensare che le melanzane le ho portate io da sù ! Sarà il modo di cucinare, ľ origano fresco o la passione per la cucina che rendono anche la più semplice insalata di patate una bomba.

Domani andrò a Napoli per la seconda parte delľ esame è ho in mente di prendere la pizza a  portafoglio. Mamma mia ho già l’acquolina in bocca! Dopo cinque ore di esame direi che un buon pranzo ristoratore possa fare al caso mio.

Altra cosa da non trascurare è il vino e il limoncello dei suoceri. Sto infatti scrivendo sotto ľ effetto delľ alcool e non so quali errori ci possano essere.

… e il cocomero ? Santo cielo! Penso si possa commentare da solo.

Oggi ho potuto fare un giro al centro commerciale e un’ altra cosa che mi ha sconvolto sono i saldi . Da Zara non ho mai visto sconti come questi. Nella mia città siamo partiti dal 20% ma qui ho trovato jeans al 60% di sconto.

Gli anni scorsi ero troppo immersa nella malattia per poter apprezzare tutte queste cose.

Adesso vediamo cos’ altro mi riserva il sud prima della partenza di domenica.

Esse

Verso sud

Sono arrivata da poche ore qui, nel mio amato sud. Preferisco di gran lunga venire qui piuttosto che tornare nel mio paesino al nord…

Appena scesa dalla macchina mi sono sentita come a casa; il venticello, le cicale e ľ immancabile bottiglia di santagata (già, si scrive tutto attaccato) che mi aspetta sul tavolo. La visita ai suoceri ormai è diventata un appuntamento fisso circa due volte ľ anno e mi rattrista che forse questa sarà ľ ultima per un po’. Quando ci trasferiremo probabilmente non avremo modo di viaggiare liberamente, soprattutto i primi mesi. 

Domani dopo pranzo partiremo alla volta di Napoli dove dovrò sostenere la prima parte di un esame. Nulla di traumatico ma è una piccola seccatura che mi è costata 155 euro ( e che dovrò far in modo di passare).

Questa è la seconda volta che madre ansia è scesa al sud con me. Dopo anni è riuscita a buttare nel cesso i tipici pregiudizi da nord (aiuto a Napoli ci spareranno, i terroni non lavorano ecc) e come me si è innamorata. È un piacere vederla ridere e scherzare con i consuoceri e sono felice che voglia portare le sue amiche nella bella Napoli.

Il viaggio in auto è stato leggermente stressante a causa dei nostri attriti. Ho imparato a stare zitta perché, come amava dire il mio strizzacervelli, non posso entrare nella mente delle persone e risolvere i loro problemi. Ho già i miei a cui pensare…

Ora cerco di dormire che domattina mi tocca alzarmi presto per la mia consueta camminata!

Lascio una foto delľ ispezione fatta al bagaglio prima della partenza 😀

Pranzo vegan

Ogni tanto con il fidanzato si viene qui, nel piccolo locale vegan della nostra città di mare.

Oggi sono qui da sola per la prima volta (lui non lo saprà maaaaai shhh) e mi faccio il pranzo dopo lavoro. Da questo pomeriggio inizia ufficialmente una parte delle mie ferie! 

Domani infatti partirò per il mio amato sud ♡ dove dovrò sostenere un paio di esami a Napuleeeeeee ♡